Le nostre prime volte

Le prime volte non si scordano. Appena preso la patente presi la mia ragazza appena diciottenne (ma anche meno) e la portai una sera sulla spiaggia del fiume...il posto era romantico e deserto. Apriamo le porte e ci mettiamo sul divanetto posteriore. Iniziamo a baciarici. Finora non eravamo mai andati oltre, ma il momento prometteva bene.
Lei, Marika, ragazza già bella formata, terza abbondante e con curve pronunciate e veramente sexy, capelli castani e occhi verdi. Mi faceva tanto sesso perchè non tanto alta e bella formosa come piace a me.
Mentre ci baciamo inizio a toccargli il seno. I capezzoli erano già belli duri e lei già mi ansimava sull'orecchio. Max, ho voglia mi dice. Io ero eccitatissimo, dai jeans già si poteva intravedere il pacco in esplosione. Le prendo una mano e la appoggio sui miei pantaloni: lo sente e sorpresa mi chiede: Posso?
Cosi abbassa la zip e cala i pantaloni. Il mio uccello non vedeva l'ora di esser liberato. s**ttò fuori come una fionda, la cappella era già scoperta dall'erezione potente. Lei sorpresa dal cazzone, inizia a stringerlo con la mano.. e mentre mi bacia lentamente un po' impacciata va su e giu... e a me bastava perchè avevo una voglia matta! Senza rendermene conto ormai sopra lei era senza niente. Le sue tette erano fantastiche. Le prendevo in bocca una per una e piano piano le succhiavo lentamente mentre lei continuava a segarmi il cazzo.
" ti va di andar giu con la bocca e pompare un po?" le chiesi. Lei con sguardo da porcella mi dice:" si, ma ho paura che non ti piaccia. Non l'ho mai fatto" Delicatamente accompagnai la sua testa finchè le labbra sfioravano la punta della cappella, che stava esplodendo! "dagli un bacio piccola" Lo baciò, una volta, due volte finchè iniziò a succhiarlo voracemente. Mi stava facendo un pompino con i fiocchi. Qualche gemito usciva dalla mia bocca mentre lei china sul mio cazzo mi spompinava alla grande. Una mia mano da sotto le sue gonne si faceva spazio finchè, spostati di lato gli slip, non ho incontrato la sua patatina. Era bagnata fradicia pronta per avere la sua prima penetrazione. Li me ne sono reso conto: L'avrei sverginata quella notte, in quella macchina.
La sua bocca andava su e giù mentre con la mano destra accompagnava il movimento.. quando sentivo che tutto poteva finire! l'orgasmo sarebbe arrivato se continuava, cosi la fermò. La ribaltai a pancia in su sul divanetto e le tolsi gli slip. Davanti a me avevo la figa più bella mai vista! Sopra dei peletti curati formavano un sottile triangolo. Sotto sulle labbra totalemente rasata. Le labbra piccole, esageratamente più grandi, sbordavano dalla grandi labbra formando delle "alette" tutte da mangiare. Le sue gambe aperte mi invitavano a scendere li. Iniziai a leccarla e a mangiarla tutta penetrandola delicatamente con un dito. Mentre si contraeva io mi toccavo, e leccavo e leccavo... sto per venire! mi urlò... quindi rallentai... stava impazzando. La presi per le caviglie e la penetrai. Il mio cazzo è andato dentro piano piano ma senza forzare. Era un lago di umori. Mentre gemeva la sbattevo con vigore ma allo stesso tempo delicatezza. Mentre tenevo le sue gambe alzate la scopavo finchè le palle non sbattevano sul suo culetto più e più volte. Mi fermai un attimo, la misi a pecorina, la mia posizione preferita ( e da quella sera anche la sua) e continuai a scoparla. Tenevo ben saldo con le due mani il suo culetto e me lo accompagnavo verso di me, con degli S-ciak s-ciak prepotenti. Urlava di piacere. Una libidine.
Ormai in macchina era caldissimo. Mi spostai fuori disteso a terra. Lei sopra come una cowgirl mi montò alla grande. IN questa posizione venne. Avevo tutto l'inguine pieno di succo d'amore. Anche a me mancava pochissimo. Mi tornai a mettere in piedi, lei era sfinita sull'erba di quel parco sul fiume. Guardò il mio cazzo sempre più eretto. "prendilo in bocca un altro po". Anche se sfinita si mette in ginocchio e inizia a succhiarlo. " Marika manca poco" avvisai ..."non so se mi piace" mi disse lei mentre con la lingua appoggiata al cazzo aspettava la sborrata.

Troppo tardi.

Una tempesta si s**tenò dentro di me. Sentivo la sborra salire su tutto il mio cazzo. Ed ecco il primo schizzo.
Sono venuto.
Il primo spruzzo di sperma le arrivò sulla lingua. Appena lo sentì sputò e mise la mano sotto per raccogliere tutto.
Sentivo il cazzo spruzzare, due, tre quattro... almeno sette schizzi sulla sua mano... la mia sborra calda le avvolgeva tutto il palmo mentre lei mi guardava con occhi brillanti di gioia.
Quando il mio uccello ebbe smesso di sputare il seme... lei si siede... guarda la sua mano piena di sperma e la assaggia per la seconda volta, non sembra dispiacere. Inizia a leccarsi la mano e un po' di sborra la lascia cadere spalmandosela sulle tette. Che porcella.
Non contenta prende in bocca ancora il mio cazzo, succhiando quello che restava. Libidine doppia.
La serata più bella della mia vita.
Da quella volta la mia Marika era la mia porcella.
E io il suo.

Max
Published by disc96
6 years ago
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