200B - Francesca ci tiene alla cura del suo corpo

Per Francesca il fare sesso con Simone è sempre piacevole. Lui la lusinga raccontandole fatti avvenuti mesi prima ed anche per la cura che lei ha per il suo corpo in palestra, alimentazione e massaggi.
L’anno prima Francesca andava in un centro benessere per dei massaggi shiatsu, le sue amiche l’avevano avvisata dell’arrivo di un nuovo massaggiatore, bello, atletico, forte ma allo stesso tempo delicato, bravissimo nel suo mestiere.
Lei a quella notizia non ci pensò su molte volte sebbene fosse la fidanzata di Alberto, avvocato e suo amore con cui vive.
A quel centro benessere Francesca ci andò nel primo pomeriggio, ha prenotato un massaggio ed ha preteso che fosse il nuovo arrivato a farlo. Il programma prevede, una breve sauna di dieci minuti per togliere le impurità dalla pelle alla fine di allargare i pori e consentire un massaggio più profondo e che fosse più penetrante.
Lei si è spogliata nello spogliatoio ed ha sostituito il suo perizoma con uno di carta fornito dal Centro e si è coperta con l’accappatoio per poi andare verso la sauna dove si è trovata da sola. All’interno la temperatura è perfetta e lei è sempre stata orgogliosa del suo corpo. In breve tempo il sudore le scende lungo il collo e lo vede scendere sulle tette ed arrivare ai capezzoli, vede anche che quelle gocce cadono sulla pancia piatta ed anche più giù sul monte di venere e gli inguini depilati. A Francesca non piacciono i peli ed ha un odio maniacale, li elimina non appena questi emergono ritenendoli superflui.
Passati dieci minuti nella sauna, si è asciugata, si è asciugata e si è diretta verso le sale massaggi, la sua saletta è la numero quattordici.
All’interno trova un lettino che, da un attento esame, vede essere differente dagli altri. Questo ha la particolarità di avere la parte dove solitamente poggiano le gambe di assomigliare ad una coda di rondine che fa si che le sue gambe restino aperte.
Sul momento non si pone domande e sorvola sul fatto che non ne capisce il motivo. Francesca si mette sul lettino poggiando la pancia verso il basso, il massaggio prevede che sia fatto su tutto il corpo ma preferisce iniziare dalla schiena.
Dopo un paio di minuti entra il massaggiatore ma non riesce a vederlo poiché gli occhi sono rivolti verso il basso.
L’uomo si avvicina ad un tavolino dove ci sono delle boccettine piene di olio essenziali e sceglie olio al vetiver ed al muschio bianco che mischia e mette il tutto su un piccolo fornellino per riscaldare l’olio a temperatura giusta per poter lavorare sulla pelle.
L’intruglio, arrivato alla temperatura ottimale, caldo ma non troppo, emette un bel profumo che si spande nella stanza e lei si inebria.
Il massaggiatore che fino a quel momento non ha detto il suo nome, ne ha preso un po’ e lo ha distribuito nelle mani, si è avvicinato alle testa di Francesca ed ha lasciato cadere delle gocce di olio sulla parte alta della schiena, ha fatto sì che quel rivolo di olio scorresse lungo la colonna vertebrale lasciando una scia terminante in mezzo ai glutei della ragazza.
Francesca ha una piacevolissima sensazione, le sembra che una piccola formica cammini lentamente e scavi sulla superficie la sua pelle. È un solletico piacevole e per nulla fastidioso.
Il massaggiatore inizia il suo lavoro con entrambe le mani con movimenti forti ma allo stesso tempo delicati partendo dalle spalle e poi scendere giù verso i glutei. Al ritorno passa per i fianchi e salendo lambisce l’attaccatura delle tette. Lui si accorge che qualcosa sta accadendo in Francesca poiché la pelle diventa sensibile e diventa una pelle d’oca ogni volta che torna indietro dai glutei verso su sfiorando le tette con le dita.
Poiché il lavoro del massaggiatore comporta il palpare e spremere anche parti erogene del corpo, le dà dei pizzichi sulla pelle e lei reagisce con dei piccoli gemiti.
Ritenendo completato quella prima parte del massaggio, l’operatore si allontana dalla testa di Francesca e si avvicinai ai piedi e lei capisce il perché della forma a rondine del lettino.
“Apri le gambe e tienile aperte. Riesci a tenerle aperte? Non devi farle cadere, se no te devo legare
“Forse è meglio che me le leghi” ed lui le apre le gambe, si mette fra le caviglie, fa gocciolare delle gocce sui polpacci di Francesca ed inizia un massaggio partendo dai piedi.
Francesca a bassa voce chiede al massaggiatore il suo nome e lui chiede per qual motivo lei lo stia chiedendo. Lei è esperta di rapporti verbali con gli uomini avendo avuto tantissimi amanti e gli risponde che serve solo per poter farsi fare altri massaggi da lui nei giorni seguenti. Non era affatto vero, Francesca lo ha chiesto per sapere con chi avrebbe scopato, solo per quello. Se non lo avesse saputo in quel momento, avrebbe chiesto sia alle sue amiche sia nello studio legale chi potesse essere quel maschio così ‘bono’ che la sta massaggiando e forse nei prossimi giorni anche scopata.
“Il mio nome è Dino” e non aggiunge altro.
Lui prosegue nel suo lavoro e risale dalle caviglie all’incavo delle ginocchia, sale verso i glutei aperti e scende passando nella fessura che li taglia a metà sfiorando con le punta delle dita il buco del culo che risponde schiudendosi. Le dita proseguono sulle grandi labbra sfiorandole ed aprendole ad ogni passaggio ritornando poi verso le caviglie.
Senza dire una parola le leva il perizoma di carta che impedisce di massaggiare a dovere i glutei e, poiché le gambe sono aperte, vede che la figa è umida. A lui pare opportuno aprire ancora di più le gambe con conseguente apertura ulteriore dei glutei che causano l’uscita di ulteriori umori dall’intimità.
Un po’ per la visione ed un po’ per l profumo caratteristico della figa, ciò provoca in lui un’erezione immediata ed il rigonfiamento anteriore è evidente. Dino è ormai arrapato ed una bella figa come Francesca vuole scoparla. Per farlo azzarda a levarsi i pantaloncini bianchi e rimane solo con la casacca bianca al cui limite c’è la sua virilità: un’asta che spunta dal bordo della casacca.
Facendo finta di niente, Dino ricomincia il massaggio ed ogni volta che le mie mani arrivano ai glutei di Francesca li afferra con forza senza eccedere ed appoggia il cazzo alle grandi labbra. Lei non protesta e non chiede niente, lo lascia fare poiché anche lei desidera essere scopata proprio da lui. Infatti lo scopo della visita in quel centro massaggi è proprio questo.
Visto che Francesca non protesta né urla, né chiede senza dirlo il perché del gesto di Dino il quale entra con il cazzo nella fighetta e pur muovendosi lentamente godendosi la ragazza, prosegue il massaggio sulla schiena, quando il cazzo esce lui torna indietro con le mani alle caviglie di lei.
Francesca sene il suo ansimare ed i mugolii causati dal piacere della scopata che si uniscono ai suoi.
Quando il cazzo esce dalla fighetta, ogni volta gli umori vaginali escono abbondanti bagnando il telo posta tra lei ed il lettino.
Dino prende dell’olio caldo e lo fa gocciolare sullo sfintere lasciandolo colare all’interno. Per favorire l penetrazione nel retto, lui stimola lo sfintere con delle rotazioni del dito medio e Francesca reagisce spingendo all’infuori creando un passaggio all’olio che così va a lubrificarle il canale dell’ano.
Dino scopa Francesca ma, senza che lei lo chieda, estrae il cazzo perché, quando le mani arrivano ai glutei, con le dita prova ad entrare nel culo dove si aspetta una resistenza, invece l’olio ha fatto il suo lavoro. Infatti Francesca mugola con molta soddisfazione e lui guarda il suo cazzo diventare ancora più grosso ed entrare lentamente per intero.
I movimenti da quel momento si fanno cadenzati e ritmici. Dino una volta entra nella fighetta e quando si ritrae torna alle caviglie. Il ritorno non lo fa nella figa ma lo fa nel culo ed ogni volta lei si sente piena di lui. Quando arriva il primo orgasmo, gli umori escono copiosi e la voce strozzata dal piacere riempie la stanza.
Francesca è stordita da quel trattamento fatto da Dino e appena ripresa dallo stordimento dell’orgasmo, si ricorda di ciò che le hanno detto le amiche che lei conferma in pieno.
Lei si gira ed ha ancora il viso stravolto dal piacere provato, il viso esprime goduria, passione e sensualità.
Lei vede la virilità puntata verso di lei e nota che quel cazzo che l’ha scopata è leggermente arcuato verso l’alto, è ancora teso e la curiosità la porta a passarci sopra l’indice della mano.
Con la schiena di Francesca appoggiata al lettino, le mani di Dino scendono sulla pancia per aprire le labbra e punta il cazzo verso la figa.
Lei con esperienza, prende l’asta e se la passa sulla tua fighetta con un movimento dall’alto verso il basso, ma senza nessuna penetrazione, e continua così passando su e giù fino ad avere un nuovo orgasmo sebbene lei desideri sentirlo dentro, lei vuole sentire quel cazzo dentro di sé.
Lui capendo il desiderio di Francesca, entra con decisione. Lei chiude gli occhi assaporando la sensazione di pienezza, si passa la lingua sulle labbra della bocca e gli dice che sente il cazzo crescere dentro di sé e dice pure che con la punta lui le sta sfiorando il punto G.
Francesca non riesce a stare ferma, lui si piega verso di lei per trattenere i fremiti del corpo, afferrai le tette e stringe i tuoi capezzoli molto duri. Dino li succhia, li tira al limite del piacere ed ogni volta che li lascia, i capezzoli pare che si allunghino.
Lei prende la testa di Dino tenendola ferma sul tuo petto mentre con lui con i suoi fianchi aumenta il ritmo della penetrazione. La pancia di Francesca ad ogni colpo sobbalza e lui punta il cazzo sempre verso l’alto dentro la vagina alla ricerca del punto G.
L’ulteriore orgasmo di Francesca arriva e pare essere come un fuoco che le brucia dentro. Infatti le vibrazioni e i movimenti nonché gli irrigidimenti, sono incontenibili, il corpo ha dei sussulti e lui capisce che Francesca sta provando il primo orgasmo per la stimolazione data al punto G.
Nell’estrarre il cazzo dalla figa, esce una specie di liquido simile allo sperma. È liquido spermatico e lui ha una voglia spasmodica di sborrare, pertanto prende la mano di Francesca e le dice di fargli una sega.
Lo schizzo che ne consegue arrivò fina alla bocca di lei lasciando una scia biancastra lungo tutto il corpo.
Francesca con la punta delle sue dita segue quella striscia e sene quanto è piacevole il tepore di quella sborra.
Per ringraziare Dino dei massaggi e dei bellissimi orgasmi che ogni volta l’hanno portata in paradiso, Francesca si mette le dita con la sborra perversamente in bocca.
Dino è molto arrapato nonostante sia appena venuto ed essendo abbastanza esperto di femmine in calore, chiede a Francesca quando tonerà al centro benessere.
“Ti voglio massaggiare ancora e fare quel tipo di massaggio che abbiamo fatto oggi perché così sarai più elastica e riposata”
Quando Francesca è fuori dal centro benessere riflette sull’accaduto e si ricorda ciò che le avevano detto le amiche e concorda pienamente con loro ripromettendosi di tornare da Dino dopo due giorni. Infatti chiama al telefono e prenota prima che qualche altra ragazza prenda il suo posto.
Published by sardo84
23 days ago
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