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La cassiera del Conad

L'estate scorsa, fu un periodo molto impegnativo per me, a causa del nuovo lavoro e per gli studi universitari. Tutto ciò però non frenava il mio pensiero per la cassiera del Conad della città vicina. Ogni volta che potevo al ritorno dal lavoro, passavo lì per vederla. Una ragazza giovane sui 24 anni, occhi azzurri, capelli neri mossi, un fisico magro ma non troppo, alta circa 1 metro e 75 circa, portava una quarta abbondante e un sedere bello sodo.

Dopo una frequenza assidua, un sabato pomeriggio ad orario di chiusura, alla cassa, mi chiese come mai, anche quando ci fossero le casse libere, andavo sempre da lei. Io in pieno imbarazzo risposi che lei era molto professionale e anche molto carina. Accennò un sorriso. Poi mi chiese quale fosse il mio lavoro e io risposi che lavoravo presso un'azienda nella città vicina come programmatore.
Una sera all'uscita del Conad, mi venne in mente di aspettarla fuori con una rosa rossa fino a quando non avesse finito di lavorare.
Appena uscì andai verso di lei e le diedi la rosa, non aveva parole mi ringraziò, ma mi disse che era fidanzata anche se era molto contenta di vedermi.

Dopo questa notizia, la salutai, e me ne tornai a casa tutto sconsolato.
Ma il giorno dopo, non so per quale motivo avevo ancora la grinta di tornare da lei. Così nel pomeriggio tornai al supermercato.
Lei non era alla cassa, ma stava mettendo negli scaffali i pacchi di pasta. Così mi feci coraggio andai da lei e le dissi che era la più bella ragazza che avessi mai visto e che ogni volta che la vedevo ero molto eccitato.
Lei diventò rossa in viso e mi disse di seguirla per parlare con lei un momento nel magazzino. Iniziò a spiegarmi che lei era fidanzata e che non aveva intenzione di tradire il suo ragazzo, ma al tempo stesso aveva notato i miei atteggiamenti e anche lei provava un'attrazione.
Così appena lo disse, d'istinto le diedi un bacio. Dopo qualche secondo mi spinse per allontanarmi, fulminandomi con gli occhi, ma poi d'improvviso mi saltò addosso. Caddi sopra il pallet dove c'erano alcuni s**toloni con i pacchi di zucchero, e iniziammo a baciarci mentre lei si strusciava sopra di me.

Si alzò e chiuse la porta del magazzino, si tolse i pantaloni e la maglia della Conad. Portava un intimo di pizzo nero, come una vera porca. Si buttò di nuovo addosso a me togliendomi i pantaloni e la camicia. Iniziò a leccarmi le palle mentre con le mani mi faceva una bella sega.
Poi passò ad ingoiare tutto il mio cazzo fino alla gola e dopo qualche secondo la inondati di sborra i bocca. Non riuscivo più a trattenermi.

Non contenta continuò a stimolare il mio pene con la lingua e dopo qualche minuto venni di nuovo nella sua bocca. Che assoluta goduria.
Dopo questo, mi alzai, la presi e la misi a pecora sugli s**toloni, gli spostai con le dita le sue mutandine e infilai d'improvviso il mio cazzo nella sua fica e lei sobbalzo per l'eccitazione. Iniziò a gemere come una cavalla, e questo mi eccitava ancora di più.
La stavo sbattendo con tutta la mia forza, ad ogni colpo la facevo sbattere contro gli s**toloni che si stavano accartocciando, ma lei era sempre più eccitata.
Dopo qualche minuto, iniziò a squirtare come non avevo mai visto. Venne ovunque sopra gli s**toloni e sopra di me. Per l'eccitazione venni anche io e la riempi di sperma.
Mi svuotai completamente le palle dentro quella bellissima fica stretta e tutta rasata, da sogno.
Poi lei si alzò, mi disse di sedermi sui cartoni e mi iniziò a strusciare le sue tette sul mio pene. Iniziò a farmi una spagnola fantastica, con il mio cazzo che finiva nella sua bocca. Ero davvero esausto, ma stavo per venire di nuovo, quando ad un certo punto un rumore ci fermò. Avevano aperto la porta del magazzino.
In pochi secondi presi le mie cose e mi nascosti dietro ad un pila di pallet, sperando di non essere visto. Mentre la cassiera si chiuse in bagno per rivestirsi.
Quando uscì sentì il suo capo chiederle di andare alla cassa in quanto era arrivata gente. Così lei andò subito.
Appena la porta si richiuse, mi vestii e tornai nel negozio. Presi una bottiglia di vino rosso, andai alla cassa e trovai lei.

In pieno imbarazzo le chiesi se voleva concludere la faccenda che avevamo cominciato. Lei mi guardò negli occhi senza dire una parola, mi diede il resto e scrisse qualcosa sullo scontrino. Appena uscito vidi lo scontrino e nel biglietto c'era scritto: "questo è il mio numero, non vedo l'ora di farmi scopare di nuovo, chiamami".

Così soddisfatto me ne andai felice e nei giorni seguenti la chiamai e continuammo da dove ci eravamo fermati...
Published by Trapanoforte98
5 years ago
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